Lupi di mare

E’ perché senti
la musica, se mi
raggiungi. Tenti
una nota ruvida
per calpestarmi,
getti il tuo come-va
più solido, forse
sei ironica. Io
scazzo un teso Fa

e attacco: come vuoi
che vada, come!
vado poi, se tu,
proprio tu, quoque! qui
mi copri il margine.
Dove le piazzo
tutte le note
che ho rovistato
sotto quel margine.

Cara mia, l’argine
io te lo butto giù
io te lo butto giù!
poi verrai fuori, tu.

Vieni e ti piovi qui
sulla mia isola
che ti aspettavo, vabè
ma c’è uno squalo
che sta inforcando il blu
dietro di te. E me lo porti
qui? Certo che sei un po’ più
stronza che ingrata!
Annaspi una frase
che non sa di niente,
mi appendo al sax
come a una trave,
naufrago ok, ma questa
nave… (non era un’isola?)
Mi asciugo un attimo,
dai mi riposo un po’
sai qui c’è troppo blu,
per me c’è troppo blu.

Ma non lo vedi che
qui è tutto un limite,
che la frontiera (ah-ah!)
mi fa il solletico
Che sogno e scrivo
e sottovento
lo squalo sente
questo tormento.
Questo tormento blu.

E sai che c’è,
sai che ti dico?
che resto qua,
vieni ma sbrigati
che avevo pronta
dall’altro verso già
una zattera d’isola
solo per te.

E impugno meglio il sax
venga lo squalo che
che ci ha sentiti si,
versare il mal di te
dal sottovento beh,
io resto qua
dentro il tuo blu…

(Tutturutù, tutturutù)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...